Scopri la scenografia di Sanremo 2026 firmata da Riccardo Bocchini: un palco pensato per espandere lo spazio e riflettere la musica contemporanea.
Non è ancora iniziato il Festival, ma già si parla di una delle novità più affascinanti dell’edizione 2026: la scenografia del Teatro Ariston. A pochi giorni dalla prima serata – in programma dal 24 al 28 febbraio – la creatività dietro al progetto scenico ha catturato l’attenzione di fan, addetti ai lavori e semplici curiosi, alimentando una grande aspettativa su come lo spazio scenico accompagnerà i 30 artisti in gara.
Chi conosce Sanremo sa bene che la scenografia non è mai un mero sfondo: è parte integrante dell’esperienza visiva e narrativa del Festival. Così, anche per la 76ª edizione, l’elemento visivo scelto da Carlo Conti (confermatissimo alla direzione artistica e alla conduzione) diventa protagonista. Quest’anno, però, il palco promette di essere ancora più sorprendente del solito.
La scenografia svelata per Sanremo 2026 porta la firma dell’architetto Riccardo Bocchini, che torna per la quinta volta a curare l’allestimento del palco dell’Ariston. Il progetto punta su un concetto potente: l’espansione dello spazio. Questa idea guida non solo estetica, ma anche simbolica, della struttura che farà da cornice agli artisti.
Contrariamente alle geometrie classiche, il palco gioca con forme asimmetriche e volumi “sbilanciati”, costruendo un ambiente che sembra sfidare le regole tradizionali dello spazio scenico. La scelta di linee e prospettive non uniformi serve a comunicare una sensazione di movimento, dinamismo e apertura, in sintonia con lo spirito della musica contemporanea che Sanremo celebra.
Il cuore della scenografia comprende numeri impressionanti: una superficie di 120 metri quadri, una scala motorizzata con 13 scalini, 2.800 metri di strip luminosi e un gigantesco ledwall di 250 metri quadri che promette spettacolo visivo ad ogni esibizione.
La novità non si limita alle dimensioni: l’idea di “gioco” tra luci, forme e movimento è studiata per avvolgere e coinvolgere il pubblico, non solo nello spazio dell’Ariston, ma anche attraverso gli schermi della televisione. La scenografia, infatti, è pensata per essere ripresa a 360 gradi, valorizzando tanto l’impatto dal vivo quanto l’esperienza davanti allo schermo.
Durante le fasi di allestimento, che sono iniziate già a inizio gennaio, una parte consistente della platea è stata rimossa per ampliare l’area scenica, rendendo il palco ancora più protagonista dell’evento.
Oltre alla pura estetica, l’architetto Bocchini ha voluto infondere nella scenografia un messaggio simbolico: l’idea che la musica sia in continua evoluzione, fluida e capace di creare connessioni imprevedibili, esattamente come le linee asimmetriche del palco.
In un’edizione come questa, dove ogni dettaglio viene analizzato e commentato dai fan del Festival, la scenografia dell’Ariston si candida a essere uno dei protagonisti visivi più chiacchierati – non solo per i numeri impressionanti ma anche per il significato profondo che vuole trasmettere. Prestare attenzione a come spazio, luce e movimento dialogheranno con le esibizioni potrebbe essere la chiave per vivere Sanremo 2026 in modo ancora più intenso