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Attualitá

Tremano le poltrone in Rai: ore decisive a Viale Mazzini. Chi è davvero a rischio

Sciopero in Rai Sport e tensioni interne alla vigilia delle Olimpiadi 2026: a Viale Mazzini il clima si fa incandescente.

L’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 era atteso come uno dei momenti mediatici più importanti dell’anno. Ma nella Rai, a pochi giorni dall’esordio dei Giochi, la scena è stata rubata da una protesta interna che ha catturato l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori.

Tremano le poltrone in Rai: ore decisive a Viale Mazzini. Chi è davvero a rischio

Quanto sta accadendo a Rai Sport, con giornalisti in stato di agitazione e un sciopero annunciato contro la direzione, racconta un clima molto teso nei corridoi di Viale Mazzini. La decisione di proclamare mobilitazioni e ritirare le firme da servizi e telecronache collegate all’evento ha infatti acceso un dibattito che va oltre il semplice dissenso professionale.

Le ragioni ufficiali della protesta sono legate alla gestione editoriale e a scelte comunicative contestate dalla redazione, dopo la telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, figura al centro delle critiche interne, e il clima aziendale appare, al momento, estremamente monitorato dalle sigle sindacali.

La protesta dei giornalisti: cosa è successo davvero

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la redazione di Rai Sport ha formalizzato la sua protesta contro la direzione, annunciando uno sciopero subito dopo la conclusione dei Giochi Olimpici.

Nella nota dei giornalisti si legge che sarà ritirata “la firma da tutti i servizi legati alle Olimpiadi” a partire dal pomeriggio del 9 febbraio, quando parte delle trasmissioni dedicate alla manifestazione erano già in corso.

Il motivo centrale della mobilitazione risiede nella forte insoddisfazione per la gestione della telecronaca della cerimonia d’apertura, affidata proprio a Petrecca. La scelta di affidare un ruolo così visibile al direttore di Rai Sport, secondo diverse fonti giornalistiche, ha suscitato forti critiche interne e una reazione compatta da parte della redazione.

La cerimonia inaugurale del 6 febbraio è stata seguita da polemiche e discussioni su più fronti. Commenti e rilanci social hanno evidenziato errori e scivoloni nella telecronaca, attribuiti alla scelta di affidare la diretta a figure non ritenute adeguate da parte della redazione.

In particolare, la redazione ha contestato l’affidamento dell’incarico a Petrecca, che in precedenza non era previsto come voce principale per la cerimonia, sostituendo così altri giornalisti specializzati. Questo cambio improvviso — secondo le critiche interne — ha contribuito a generare confusione e malcontento.

La protesta della redazione, così, non si limita a una critica isolata: l’assemblea dei giornalisti aveva già espresso preoccupazioni e stati d’agitazione nelle settimane precedenti all’inizio dei Giochi, segnalando un disagio per la gestione del piano di lavoro olimpico.

Formalmente, al momento non sono arrivate comunicazioni ufficiali dalla dirigenza Rai sulla posizione di Petrecca o su possibili cambi di assetto nella testata sportiva. Quel che è certo è che un episodio così rilevante come una protesta e uno sciopero annunciato a ridosso di una vetrina internazionale come le Olimpiadi non può passare inosservato.