Carlo Conti rompe il silenzio sul suo futuro alla vigilia di Sanremo 2026.
Alla vigilia del Festival di Sanremo 2026, quando ogni parola pronunciata dai protagonisti viene analizzata e riletta, l’attenzione su Carlo Conti non si limita alla conduzione e alla direzione artistica dell’evento. Il suo nome torna infatti al centro del dibattito anche per le prospettive future, alimentando domande e ipotesi che circolano da tempo negli ambienti televisivi.

Tra chi lo immagina pronto a un cambio di ruolo e chi, invece, ipotizza una fase di transizione più personale, il conduttore sceglie di intervenire direttamente, chiarendo la sua posizione in un’intervista rilasciata proprio nei giorni che precedono il Festival. Le sue dichiarazioni offrono uno spaccato significativo sul rapporto con la Rai, sulla televisione generalista e su una carriera che continua a evolversi.
Carlo Conti e il futuro in Rai: tra potere, televisione e desiderio di rallentare
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le indiscrezioni su un possibile coinvolgimento di Carlo Conti nei vertici Rai, con voci che parlano di un ruolo manageriale e, secondo alcune ricostruzioni, persino di una direzione di rete. Ipotesi che il diretto interessato ha commentato in modo netto, senza lasciare spazio a interpretazioni ambigue.

«Il potere non m’interessa. E io voglio continuare a fare il mio mestiere, a condurre programmi», ha dichiarato Conti, ribadendo come il suo percorso professionale resti legato alla dimensione editoriale e al contatto diretto con il pubblico, più che alla gestione aziendale.
Un concetto che richiama il valore della televisione quotidiana, quella che entra nelle case con continuità e crea familiarità. «Puoi dirigere il Festival di Sanremo, ma le persone ti conoscono davvero per quei programmi dell’access time», ha spiegato, sottolineando l’importanza di format capaci di accompagnare lo spettatore giorno dopo giorno. Non a caso, ancora oggi, racconta, capita di essere riconosciuto nella vita di tutti i giorni per elementi simbolici di quei programmi: «Ancora oggi al supermercato mi fermano per dirmi “scossa o ghigliottina”».
Accanto alle ipotesi su nuovi incarichi, non sono mancate nemmeno quelle legate a una possibile uscita di scena. Anche su questo punto Carlo Conti ha scelto di essere chiaro, distinguendo tra l’idea di pensione e un diverso approccio al lavoro. «Pensione, no. Relax, sì. Vorrei rallentare», ha affermato, lasciando intendere una fase di maggiore equilibrio senza però parlare di addii definitivi.
Un rallentamento che, come lui stesso ha ricordato, è già iniziato con scelte importanti. Tra queste, l’addio a L’Eredità, uno dei programmi più rappresentativi della sua carriera. «Lasciare un programma come L’Eredità non è stato facile, ma era naturale», ha spiegato, collocando quella decisione all’interno di un percorso di evoluzione professionale più ampio.





