Un messaggio all’improvviso, il logo giusto al posto giusto, la promessa che scavalca ogni dubbio: due posti in platea all’Ariston, magari sotto il palco, come i VIP. Un invito che parla di te, fedele spettatore del Festival, e di un sogno che sembra a portata di clic. Trappola o occasione rara?

Il biglietto omaggio per la platea dell’Ariston: truffa o realtà?
Succede spesso così. Arriva su WhatsApp o su Facebook. C’è un logo contraffatto della Rai, ben fatto, ripulito, rassicurante. Il testo ti “seleziona” con parole gentili: “complimenti, due biglietti omaggio per te, spettatore fedele del Festival di Sanremo”. Non la galleria, badate. La platea dell’Ariston. Quella che si vede in tv, inquadrata, piena di volti noti.
Chi riceve il messaggio ci crede perché è calibrato sulle abitudini. Arriva di sera, mentre scrolli le foto dei nipoti, o nell’intervallo del tg. Sfrutta l’istinto: prendere l’occasione prima che sfumi. L’invito a cliccare è un pulsante azzurro, il conto alla rovescia fa il resto. Ti chiede di sbrigarti. Ti senti fortunato, e non vuoi perdere il turno.
Come funziona l’esca
La promessa è chiara: “gratis”. Ma c’è un dettaglio “tecnico”. Devi pagare 9,90€ o 14,90€ per la “spedizione assicurata” o per la “tessera associativa del fan club”. Una cifra piccola, quasi “di servizio”. È lì che la storia cambia. Inserisci i dati della carta per chiudere la pratica, e in molti casi partono abbonamenti ricorrenti da 50€ a settimana o addebiti più pesanti. La pagina sembra legittima, il dominio somiglia a quello ufficiale, i moduli sono identici a quelli che compili ovunque.
Su questo punto non ci sono zone grigie. La Polizia Postale segnala da anni campagne che imitano eventi popolari con tecniche di “phishing” e “smishing”. Nel caso Sanremo, il copione è costante: il finto premio, la micro-spesa “accessoria”, il furto dei dati. Non abbiamo numeri ufficiali sulle vittime specifiche di questa variante, ma le segnalazioni crescono nei giorni caldi del Festival.
Cosa fa davvero la Rai (e come verificare)
Un fatto verificabile: la Rai non regala biglietti di platea via messaggi privati, né tramite sondaggi online. Non lo ha mai fatto in 76 anni di storia del Festival. I posti dell’Ariston seguono canali chiari: vendite sui canali ufficiali, talvolta con estrazioni per residenti, abbonamenti stagionali, e circuiti autorizzati. I ticket sono oggi nominali e spesso digitali, con controlli in ingresso che bloccano trasferimenti non autorizzati.
Se ricevi l’offerta: Non cliccare. Verifica il mittente. I profili ufficiali hanno spunte e URL coerenti. Non inserire dati di pagamento per “omaggi”. Cerca una pagina informazioni sul sito istituzionale o chiama il contact center. Controlla il dominio: i siti truffa imitano, ma sbagliano di un trattino o una lettera. Se hai pagato, blocca la carta subito e contatta la banca. Segnala alla Polizia Postale.
È utile ricordare che i veri annunci usano comunicazioni pubbliche, non scorciatoie in chat private. E che nessun ente serio chiede una tassa per un premio gratuito.
C’è poi un aspetto umano. L’idea di entrare all’Ariston, di sentire l’orchestra scaldare l’aria, di applaudire prima che le telecamere arrivino a te, tocca corde profonde. Proprio lì i truffatori infilano il coltello. Ma un sogno resta pulito quando segue regole semplici. Diffida delle scorciatoie. La musica, quella vera, non ha bisogno di link abbreviati.
Se un biglietto che costa quanto una piccola utilitaria ti viene offerto via WhatsApp mentre stai guardando le foto dei nipoti, allora non è fortuna: è un tentativo di scippo digitale.





